21/04/2010
Sfide e prospettive per la cooperazione di credito
Convention a Bruxelles delle banche cooperative europee

Nella recente crisi, le banche cooperative hanno dimostrato di essere fattore di stabilità e di resistenza per le economie locali europee. E, tuttavia, rischiano di essere molto colpite dal nuovo quadro regolamentare europeo ed internazionale. Questo è uno dei messaggi chiave che è emerso nel corso della quarta convention dell’Associazione delle banche cooperative europee (Eacb), della quale Federcasse è membro fondatore, svoltasi l’8 aprile scorso a Bruxelles presso la sede del Parlamento europeo. Oltre 300 rappresentanti delle banche cooperative europee, i loro amministratori, esponenti politici, provenienti da 28 paesi, hanno partecipato all’evento organizzato nell’ambito delle celebrazioni del quarantennale dell’Associazione.
Il sistema del Credito Cooperativo italiano era rappresentato dal direttore generale di Federcasse Sergio Gatti, dal direttore operativo Federico Cornelli e dal vice direttore Roberto Di Salvo.
La convention è stata l’occasione per discutere sulle sfide attuali e le prospettive riguardanti le banche cooperative in Europa.
Il presidente dell’Associazione e presidente del cda di Rabobank, Piet Moerland, ha sottolineato che “con l’orientamento al lungo periodo caratteristico delle banche cooperative, la loro struttura societaria e di governance unica, esse operano con un modello di business diverso da quello più diffuso. Lo scopo primario di una banca cooperativa è la promozione dell’interesse economico dei suoi soci e clienti, piuttosto che la massimizzazione del profitto. Le nostre banche sono focalizzate principalmente nel tradizionale retail banking, al servizio delle famiglie e delle Pmi. Il loro approccio improntato alla sostenibilità, la loro solidità si sono dimostrati asset per il sistema finanziario in questi tempi turbolenti. In effetti, hanno contribuito al sostegno per l’economia reale a livello locale e hanno operato come forza motrice per la ripresa”.
Hervé Guider, direttore generale dell’Associazione, ha messo in evidenza come “nel riconoscere l’importanza di iniziative regolamentari concertate a livello internazionale per restaurare la fiducia ed assicurare il buon funzionamento del sistema bancario, bisogna prendere atto che esiste una via di mezzo fra l’eccesso di regolamentazione e l’autoregolamentazione, nel rispetto della diversità fra vari modelli di business all’interno del sistema bancario e nella salvaguardia di regole competitive eque. Una attenzione particolare andrebbe data alle caratteristiche specifiche della quota sociale in una cooperativa di credito. Tali caratteristiche sono da considerare sia che si tratti della definizione del capitale, dell’aggiornamento dei principi contabili internazionali (IFRS), della vigilanza prudenziale o che si tratti delle misure sulla corporate governance”. Gianni Pittella, primo vice presidente del Parlamento europeo, ha messo in rilievo “il bisogno di una struttura pluralistica del mercato bancario a livello europeo. Tale esigenza è addirittura più evidente rispetto al passato. Nell’interesse sia delle imprese europee sia dei consumatori, solo la coesistenza di strutture e dimensioni diverse garantisce l’esistenza di attori finanziari efficienti e competitivi. L’Europa ha bisogno di un insieme di banche solidi e responsabili, ben capitalizzate ed inserite nei territori e nel tessuto dell’economia reale. Questo il modo per assicurare un sistema bancario equilibrato e diversificato, nonché la stabilità macroeconomica. Per tutti questi aspetti, le banche cooperative hanno un ruolo fondamentale”.

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