04/05/2010
Basilea 3 e le BCC. Position paper di Federcasse
Nella riforma di Basilea 3 c’è un grande assente: il Credito Cooperativo, che pur rappresenta un quarto del mercato bancario europeo. Nella bozza della nuova normativa (in tutto 125 pagine) soltanto poche righe sono dedicate alle cooperative di credito. L’impianto delle nuove norme sembra infatti essere stato pensato per un modello di banca che è esclusivamente quello della società per azioni.

Il Credito Cooperativo italiano ha dunque ritenuto opportuno rappresentare attraverso un position paper le proprie riflessioni ed i propri commenti rispetto ai documenti posti in consultazione dal Comitato di Basilea (“Strengthening the resilience of the banking sector” e “International framework for liquidity risk measurement, standards and monitoring”).

Liquidità e requisiti di capitale sono due dei punti in esso sottolineati.
Sul tema della liquidità, le nuove norme rischiano di comportare conseguenze paradossali per le BCC, poiché Basilea 3 non considera il rapporto “a rete” che sussiste tra istituti di secondo livello e le singole BCC. Impone perciò una ponderazione straordinariamente onerosa sui coefficienti di liquidità. Con la conseguenza appunto paradossale che un sistema ultraliquido come quello delle BCC sia chiamato ad avere più liquidità.

Anche con riferimento ai requisiti di capitale, si sottolinea nel position paper, non sono considerate le peculiarità del sistema BCC. L’applicazione sic et simpliciter della proposta di prevedere un’unica lista di criteri di eleggibilità dei core Tier 1 capital instruments non consente infatti di tenere adeguatamente conto delle specificità di modelli legali e di business differenti, quali ad esempio quello delle BCC-CR. In altri termini, rischia di condurre all’esclusione delle azioni emesse dalle BCC-CR dalla componente di capitale di maggiore qualità.

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