18/02/2011
Diario Censis-BCC. Una ripresa economica “a singhiozzo”

Il 2010, che doveva essere l’anno della ristrutturazione del terziario, l’anno in cui l’Italia si sarebbe potuta rimettere in marcia con entrambe le gambe - il sistema industriale e i servizi -, si è concluso senza che vi siano stati una reale reazione e un rilancio effettivo.”

La riflessione è del Censis, che affronta la questione nel suo “Diario della ristrutturazione del terziario”, quarto appuntamento dell’iniziativa avviata in collaborazione con il sistema delle Banche di Credito Cooperativo.

Un anno in cui si è accentuata la tendenza a procedere “a singhiozzo” verso la modernizzazione, andamento con il quale si rischia di consumare l’energia propulsiva della legittima voglia di modernità del Paese e il valore del radicamento territoriale delle sue imprese.

Emblema di questa tendenza è il sistema finanziario. Il dato più eclatante di questo processo, afferma il “Diario”, è il forte aumento della richiesta di garanzie reali da parte degli istituti di credito nella concessione di finanziamenti (aumentate del 34,8%), a fronte di un sostanziale stallo sia dei finanziamenti accordati (-1,1%), sia di quelli utilizzati (+0,4%).

Secondo il Censis, tra le principali cause di questo “ingessa mento” del credito la paura (non sappiamo ancora a che punto siamo del ciclo della crisi finanziaria e cosa ci riserva il futuro); le poche idee innovative; una organizzazione che presenta ancora lacune da colmare e, infine, una normativa ancora farraginosa.

Le banche che, come le BCC, in passato non avevano allentato il loro radicamento territoriale sono riuscite meglio di altre ad esercitare la loro funzione di finanziamento dell’economia.

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